I mercati finanziari e la Prague Stock Exchange

I mercati finanziari sono una nozione ampia a cui è possibile ricondurre diversi concetti. Si definisce mercato finanziario quel luogo dove è possibile vendere o acquistare strumenti finanziari (azioni, obbligazioni, derivati, quote di fondi ecc.). Ai giorni d’oggi, i mercati finanziari non sono più luoghi fisici, bensì piattaforme digitali anche definite sedi di negoziazione. Qui si incontrano gli ordini di acquisto e di vendita di strumenti finanziari immessi nel sistema telematicamente.

Quanti e quali tipologie di mercati finanziari esistono?

I mercati finanziari sono molteplici e vengono suddivisi in base: alla natura dell’oggetto degli scambi (avremo mercati diversi con attività finanziarie peculiari e soggetti ad autorità di vigilanza specifiche), alle diverse maturità degli strumenti finanziari e in virtù del momento in cui vengono scambiati i titoli rispetto alla loro emissione. Riguardo quest’ultima distinzione ricordiamo:
-il mercato primario: dove vengono trattati gli strumenti finanziari di nuova emissione, l’investitore acquista titoli che non sono mai stati scambiati prima.
-il mercato secondario: “luogo” in cui sono trattati titoli già emessi sul mercato finanziario primario.
Ogni titolo dunque nasce sul mercato finanziario primario e dopo la sua emissione e il successivo collocamento passa definitivamente al mercato secondario.

I mercati finanziari in Repubblica Ceca

In Repubblica Ceca i mercati finanziari sono suddivisi in:

  • mercato valutario (mercato dei cambi), il quale fornisce informazioni riguardo:
    • i tassi di cambio di mercato e i tassi di cambio di altre valute;
    • le operazioni in valuta estera;
    • il volume e struttura delle riserve internazionali della Česká Národní Banka (Czech National Bank CNB) 
  • mercato monetario, che provvede informazioni circa:
    • i tassi d’interesse stabiliti dalla CNB;
    • il volume delle transazioni del mercato monetario e la liquidità corrente del settore bancario;
    • le operazioni di mercato aperto della CNB
    • e i parametri delle operazioni pronti contro termine che forniscono liquidità. 
  • mercato dei titoli di Stato, definita come sottocategoria che contiene:
    • un calendario delle emissioni;
    • i risultati delle aste obbligazionarie a breve, medio e lungo termine;
    • gli elenchi dei partecipanti, delle emissioni e le regole specifiche delle aste.

I mercati finanziari comprendono anche la Borsa valori (stock exchange), la quale si definisce come mercato finanziario regolamentato dove vengono scambiati valori mobiliari (anche noti come security) e valute estere. I valori mobiliari a loro volta si dividono in titoli di capitale (azioni), titoli di debito (obbligazioni) e strumenti derivati (forwards, futures, opzioni e SWAP).
A ognuna di queste security corrisponde un mercato preciso, inteso in senso lato:

  • il mercato delle security o mercato dei valori mobiliari si può suddividere in:
    • mercato delle azioni;
    • mercato delle obbligazioni;
    • mercato dei derivati e relative sotto-categorie.

Se il mercato è gestito da un intermediario regolamentato, il mercato si dice “mercato pubblico”, altrimenti è definito come “mercato privato”.

Il compito della borsa valori è quello di far incontrare gli ordini di compravendita degli investitori che desiderano aumentare il valore dei loro fondi o delle aziende interessate ad acquisire nuovi capitali. I prezzi degli strumenti finanziari negoziati all’interno della borsa valori sono determinati in base alla legge della domanda e dell’offerta. Gli investitori collocano i loro ordini attraverso gli operatori finanziari anche conosciuti come traders, i quali realizzano le operazioni di trading (scambio) a titolo di operatori di Borsa. La Borsa valori operante in Repubblica Ceca è la Prague Stock Exchange (PSE), la quale è la più ampia e più antica istituzione del mercato mobiliare in Repubblica Ceca sin dal 1871.

Cenni storici della PSE

I tentativi di costituire una Borsa valori risalgono al regno dell’imperatrice Maria Teresa d’Asburgo, ricordata tra le diverse onorificenze come la prima (nonché unica) donna della Casa d’Austria a ereditare il Governo dei vasti possedimenti della monarchia asburgica. L’obiettivo fu realizzato solamente nel 1871, tempo in cui, sia le securities che le commodities (“bene indifferenziato”) venivano negoziate presso il Prague Exchange. La Borsa di Praga conobbe un importante sviluppo durante il periodo tra le due guerre mondiali, tanto da sorpassare la Borsa di Vienna in termini di importanza. Lo scoppio della seconda guerra mondiale però, portò ad una interruzione di tale espansione, tanto da interrompere gli scambi della Borsa per più di 50 anni. Dopo tale periodo prolungato di inattività, la borsa riprese il suo vigore e la vivacità nelle contrattazioni solo dopo la caduta del Comunismo. Il 6 Aprile del 1993, la Borsa valori di Praga, inizia a scrivere le proprie pagine di storia moderna.

La PSE oggi

La PSE è membro del CEE Stock Exchange Group (CEESEG), che comprende altre tre borse dell’Europa centrale: la Borsa di Vienna, la Borsa di Budapest e la Borsa di Lubiana. Il gruppo è entrato nei mercati finanziari internazionali come un nuovo e importante player nel settembre del 2009 fino a diventare attualmente il più esteso gruppo di contrattazioni dell’Europa centrale e dell’est. La PSE è gestita dalla società Burza cenných papírů Praha, a.s. (Prague Stock Exchange), una filiale della CEESEG AG (Central and Eastern Europe Stock Exchange Group), quest’ultimo situato a Vienna. La PSE valuta le domande di offerta pubblica iniziale ed è responsabile del processo di quotazione. Il trading presso la PSE è realizzato attraverso trader autorizzati alle contrattazioni che sono anche membri della Borsa. Se un investitore comune decidesse di investire presso la Borsa, dovrebbe entrare in contatto con un membro stesso della Borsa.

Attività della PSE

La PSE gestisce 3 listing boards, ovvero il:

  • mercato primario (prime market), considerato un mercato elitario all’interno del quale avviene l’offerta e la successiva sottoscrizione di azioni cosiddette blue chip. Queste fanno riferimento a grandi aziende, le quali godono di un eccellente reputazione. Sono tipicamente molto grandi, dotate di una struttura trasparente, un sistema di contabilità basato sui principi contabili internazionali e una gestione professionale e ambiziosa. Il mercato primario della PSE è preposto alla negoziazione delle più importanti emissioni di azioni di società ceche o straniere. L’ammissione al mercato primario consente alle imprese di acquisire non solo fondi mediante la sottoscrizione delle proprie azioni ma anche una posizione di rilievo nel mercato di riferimento. La Listing Exchange Committee, l’organismo incaricato a decidere se ammettere o meno il richiedente alla negoziazione all’interno di tale mercato, detiene la piena discrezionalità nell’approvare o rigettare la domanda. I requisiti stabiliti per la corretta quotazione dei titoli sono vincolanti e obbligatori. La loro violazione comporta sanzioni pecuniari e non, tra cui l’esclusione alla negoziazione per le azioni interessate;
  • mercato standard (standard market), alla stregua del mercato primario, è un mercato destinato alla negoziazione delle azioni di grandi e prestigiose società ceche e straniere. Diversamente dalla prima tipologia di mercato, questa sezione consente la contrattazione di azioni anche senza il consenso dell’emittente se le stesse sono già state negoziate in un altro mercato regolamentato dell’UE. L’ammissione al mercato standard conferisce all’azienda un’importanza maggiore, diventando più attraente e interessante non solo per i potenziali investitori, ma anche per i suoi attuali clienti e per il pubblico in generale. Questo mercato offre inoltre, l’opportunità della negoziazione di azioni attrattive di società estere in Repubblica Ceca anche senza il coinvolgimento diretto dell’emittente stesso. Come avviene per il mercato primario, l’Exchange CEO che decide se ammettere o meno il richiedente alla negoziazione, detiene la piena discrezionalità nell’approvare o rigettare la domanda. I requisiti stabiliti per la corretta quotazione dei titoli sono vincolanti e obbligatori. La loro violazione comporta sanzioni pecuniari e non, tra cui l’esclusione alla negoziazione per le azioni interessate;
  • free market, il quale rappresenta un segmento del mercato degli strumenti di investimento (Multilateral Trading Facility MTF), organizzato dalla Borsa ai sensi degli Articoli 69 e ss. della Legge sugli impegni del mercato dei capitali. Questo mercato è aperto agli strumenti di investimento ammessi alla negoziazione su richiesta dell’emittente ma anche agli strumenti negoziati su altre Borse valori che sono ammessi alle contrattazioni senza il consenso dell’emittente. Gli strumenti di investimento negoziati sul free market sono:
  1. azioni;
  2. obbligazioni;
  3. ETFs
  4. Certificati di investimento;
  5. Warrants

L’ammissione di uno strumento di investimento all’interno del free market è sottoposta al giudizio vincolante del CEO della Borsa valori, il quale decide se ammettere o rigettare la richiesta entro 10 giorni dalla sua presentazione;

  • START market, pensato per le piccole e medie imprese (small and medium-sized enterprises SME). Questa tipologia di mercato è ideale per le piccole e medie imprese che ricercano di acquisire nuovi capitali. Il valore aggiunto di tale mercato, rispetto ad altri mercati europei simili, è il basso costo previsto per gli emittenti. Le imprese presenti all’interno dello start market presentano dei prospetti contabili e informativi più semplici, impiegano standard contabili nazionali e hanno la sede legale in Repubblica Ceca. I requisiti per la quotazione dei titoli all’interno della PSE sono specificati dalle precise regole stabilite per lo Start market. Come per i mercati precedenti, il rispetto continuo di tali condizioni è vincolante per le aziende e la loro violazione può comportare sanzioni pecuniarie e non per gli emittenti stessi. Gli investitori attratti da questo segmento sono di molteplice natura, in particolare: individui facoltosi con un’elevata tolleranza al rischio, business angels, private equity, investitori di venture capital e investitori istituzionali (fondi pensione/equity funds). Due volte all’anno, la Borsa di Praga organizza giornate di relazioni con gli investitori, anche chiamate START days. Questi incontri consentono agli emittenti già presenti su tale mercato di presentare i loro risultati di business, incontrare e rispondere a eventuali domande degli investitori. È inoltre occasione per le potenziali aziende che desiderano inserirsi nello START market presentarsi a possibili investitori. Per tale mercato, l’organo che detiene la piena discrezionalità nell’approvare o rigettare la richiesta di negoziazione è l’Exchange CEO. Diversamente dai mercati precedenti, quest’ultimo è regolato solamente dalla Borsa e le sue regole di funzionamento sono definite in modo da garantire simultaneamente le necessità degli investitori e una sufficiente liquidità, elemento chiave per gli investitori. I requisiti stabiliti per la corretta quotazione dei titoli sono vincolanti e obbligatori. Anche in questo caso la violazione comporta sanzioni pecuniarie e non, tra cui l’esclusione alla negoziazione per le azioni interessate.
La vigilanza del mercato finanziario ceco

In Repubblica Ceca l’autorità di vigilanza dei mercati finanziari è la Czech National Bank (Banca Nazionale della Repubblica Ceca), un ente pubblico incaricato di regolamentare statutariamente il mercato azionario e il mercato mobiliarie. Il quadro giuridico del mercato mobiliare ceco è dunque amministrato dalla Banca Nazionale della Repubblica Ceca. La Banca esamina e approva i prospetti dei titoli quotati. La CNB, nel dettaglio, stabilisce le norme a tutela della stabilità del settore bancario, del mercato dei capitali, del settore assicurativo e del settore dei regimi pensionistici. Il mantenimento della stabilità finanziaria è definito come uno degli obiettivi primari della CNB come indicato dalla Legge n. 6/1993 della stessa Banca. L’istituzione ceca definisce la stabilità finanziaria come la situazione in cui tale sistema opera senza gravi disfunzioni o impatti indesiderati sullo sviluppo presente e futuro dell’economia nel suo insieme, mostrando un alto grado di resilienza agli shock. Il recente scoppio della pandemia da Coronavirus merita una valutazione d’eccezione, per valutare il forte impatto provocato ai mercati finanziari globali. Come per il resto del mondo, anche in Repubblica Ceca la diffusione del COVID-19 ha ridotto l’attività economica e destato non poche minacce alla stabilità del sistema finanziario. Come conseguenza naturale alla pandemia, l’indice Praga PX(indice di prezzo ufficiale della Borsa di Praga ponderato con i titoli più liquidi), ha subito una rapida caduta, come evidenziato dalla figura che  segue:
Figura 1. Cambio percentuale degli indici di borsa dei mercati finanziari dei Paesi che compongono il gruppo Visegrad, dal 2 marzo 2020 al 24 marzo 2020.

Il periodo considerato è significativo, in quando considera il lasso di tempo in cui i prezzi azionari di tutto il mondo hanno subito le più ampie diminuzioni di valore. Come evidenziato dalla figura, l’indice Praga PX ha raggiunto il suo livello più basso durante il 18 marzo 2020. Successivamente al primo caso di COVID-19 ufficialmente registrato dal Paese (datato 1 marzo 2020), l’indice è diminuito di circa il 43%, mentre il declino giornaliero più ampio è stato circa dell’8%. I risultati negativi sono il frutto di un’azione congiunta sia del peggioramento della percezione dei partecipanti del mercato riguardo il movimento futuro dei prezzi sia dell’aumento della volatilità dei prodotti finanziari stessi. Tale periodo negativo ha alimentato le perdite di investimenti in un periodo di tempo molto breve. La prontezza dei diversi governi internazionali, nell’introdurre misure senza precedenti, ha contrastato l’espansione negativa di tali effetti. Dal canto suo, la CNB, quale garante della stabilità dei mercati finanziari in Repubblica Ceca, ha risposto agli impatti della pandemia con una combinazione di misure di politica monetaria e interventi macro-prudenziali. La Banca Nazionale è intervenuta con:

  • l’abbattimento dei tassi d’interesse;
  • la modifica delle operazioni pronti contro termine per l’approvvigionamento di liquidità al settore bancario ceco; operazioni che hanno consentito l’ottenimento di liquidità sotto forma di credito a breve termine dalla CNB da parte di alcune istituzioni finanziarie non bancarie (assicurazioni e società di gestione);
  • ampliamento della gamma di garanzie ammissibili dagli istituti di credito (banche, filiali di banche estere e cooperative di credito) alle obbligazioni ipotecarie;
  • divieto alle banche, compagnie assicurative e società di gestione di distribuire dividendi o adottare qualsiasi altra misura che avrebbe potuto compromettere la resilienza delle singole istituzioni nel medio-lungo periodo;
  • abbassamento del tasso di riserva di capitale per le banche al fine di sostenere la capacità di queste ultime di finanziarie l’economia reale senza interruzioni e coprire eventuali rischi di credito.

Le misure implementate dalla Banca Nazionale sono state evidenziate a livello internazionale, come ci suggerisce l’analisi dell’economic risk index della Oxford Economics tra il periodo del novembre 2019  e il maggio 2020. In breve, l’indice misura il livello economico, finanziario, commerciale e il rischio di mercato di 164 paesi nel mondo in base ad aggiornamenti e analisi periodiche, tipicamente mensili. Il valore dell’indice oscilla dallo 0 fino a un massimo di 10, dove il minimo rappresenta l’assenza di rischio economico per il Paese, mentre il valore più alto rappresenta il massimo livello di rischio auspicabile.
La Tabella 1 evidenzia come il livello di rischio registrato nei paesi appartenenti al gruppo Visegrad (considerati come economie emergenti) sia rimasto invariato durante il lasso di tempo considerato. I dati suggeriscono che tali Paesi e in modo particolare la Repubblica Ceca dovrebbero fronteggiare la pandemia in corso meglio di altri paesi considerati nella classifica. La Repubblica Ceca infatti è considerata una delle economie con il più basso livello di rischio, dato le sue politiche fiscali e monetarie altamente conservative, il basso livello di debito pubblico e un settore bancario liquido e prudente.


Tabella 1. Valutazione di previsione del rischio economico per i paesi del Gruppo Visegrad per il 2020.

La Banca opera per assicurare la stabilità finanziaria e il sano funzionamento del sistema finanziario in Repubblica Ceca. Operativamente, come riportato nell’Art. 2 della predetta legge, la CNB stabilisce la politica macro-prudenziale volta a identificare, monitorare e valutare i possibili rischi che possano compromettere la stabilità finanziaria e al fine di prevenire e mitigare questi rischi, mediante i poteri ad essa conferiti, contribuisce a garantire la resilienza del sistema finaziario, alla riduzione di possibili rischi sistemici e al mantenimento della stabilità finanziaria nel suo complesso. L’Art. 2 precisa che, ove necessario, la Banca Nazionale coopera con le autorità competenti per la definizione della politica macro-prudenziale e obbligo della stessa è quello di presentare almeno una volta all’anno alla Camera dei Deputati una relazione riguardo la stabilita finanziaria e il modo in cui questa è perseguita. La Banca Nazionale Ceca vigila affinché la regolamentazione dei mercati sia idonea ad assicurare i seguenti macro-obiettivi:

  1. l’ordinato svolgimento delle negoziazioni;
  2. la trasparenza del mercato;
  3. la tutela degli investitori.
Conclusioni

Nonostante le storiche difficoltà gestionali e operative a livello finanziario della Repubblica Ceca, il Paese può contare su un mercato finanziario in grande espansione. Nel corso dei primi dieci giorni di dicembre 2021, la Borsa di Praga ha fatto registrare un dato notevole, raggiungendo il suo livello più elevato degli ultimi tredici anni. L’indice PX è salito dello 0,84% a 1.398,84 punti, il massimo da settembre 2008. La Borsa di Praga riesce dunque a differenziarsi positivamente sotto diversi punti di vista: innanzitutto, i costi da sostenere per il processo di quotazione e per il mantenimento delle posizioni in essere, che sono rispettivamente pari a 0 CZK per l’ammissione alle negoziazioni nel mercato regolamentato e una percentuale che oscilla tra il 18-90% di commissioni annuali più basse rispetto ad altre borse europee. In secondo luogo, il tempo necessario richiesto per quotarsi all’interno del mercato Start, in media pari a soli 6 mesi, rispetto al periodo medio di altre Borse internazionali che può essere anche di un anno completo. Infine, ma non in termini di importanza, la partecipazione di investitori internazionali alle quotazioni di prima emissione sulla Borsa di Praga pari al 96%, che contribuisce ad alimentare l’attrattività del mercato finanziario della Repubblica Ceca nel contesto internazionale di riferimento.