MACRO TREND E ILMERCATO DEL LAVORO IN REPUBBLICA CECA

inflazione

Durante l’ Economic Lunch Briefing Event, organizzato dalla Camera di Commercio Italo Ceca il 19 Ottobre 2021, con la presenza di rinomati economisti , si sono approfonditi gli aggiornamenti macro-economici della Repubblica Ceca, come l’impatto delle recenti decisioni monetarie e le aspettative prospettiche, in una visione europea. In particolare, si è sollevata la questione circa il mercato del lavoro in Repubblica Ceca. Pavel Sobíšek Capo economista presso UniCredit, ha esposto la particolarità economica presente in Repubblica Ceca, ossia quella del basso tasso di disoccupazione.

PANORAMICA MACRO ECONOMICA DELLA REPUBBLICA CECA: prospettive del PIL solide grazie alla ripresa post Covid-19

pil

Le prospettive del PIL per l’Europa sono solide grazie alla ripresa dalle precedenti perdite legate alla pandemia. Per il 2022, si prospetta una crescita del PIL nella maggior parte dei paesi UE, ben sopra i dati delle medie storiche. Dai Paesi con perdite più profonde si aspetta una crescita più veloce, mentre per la Repubblica Ceca è prevista una crescita più debole rispetto l’eurozona. Il prodotto interno lordo (GDP) della Repubblica Ceca valeva 243,53 miliardi di dollari USA nel 2020, secondo i dati ufficiali della Banca Mondiale e rappresenta lo 0,22 percento dell’economia mondiale. Il PIL della Repubblica Ceca dovrebbe raggiungere i 230,00 miliardi di dollari entro la fine del 2021, secondo i modelli macro globali di Trading Economics e le aspettative degli analisti. A lungo termine, secondo i nostri modelli econometrici, si prevede che il PIL della Repubblica Ceca tenderà a circa 243.00 miliardi di dollari nel 2022. Il PIL ceco è sotto i livelli europei per due principali motivi, il primo legato ai problemi nel settore automobilistico (10% PIL), e il secondo legato al lento ritorno del turismo.

IL MERCATO DEL LAVORO

lavoro

La repubblica Ceca è il paese dell’UE con il tasso di disoccupazione più basso. Il mercato lavorativo ha una caratteristica quasi unica, ossia vi sono più posti vacanti che persone disoccupate. La quota di disoccupati per posizione vacante, del 0,7 %, è solo comparabile con il Giappone. La pandemia sicuramente non ha aiutato la situazione del mercato de lavoro; infatti, il problema strutturale del numero di posti di lavoro vacanti ha raggiunto il massimo storico. Vi è anche un disallineamento fra offerta e domanda di lavoro, ciò significa che alcuni lavoratori disoccupati non riescono a trovare lavoro perché non hanno le competenze cercate dalle aziende. Per risolvere questo problema non vi è stata alcuna azione governativa. Il numero di lavoratori stranieri in Repubblica Ceca è in costante aumento. Oltre 700.000 stranieri sono registrati per lavorare in Repubblica Ceca, mentre prevalgono ancora i cittadini dell’UE tra i lavoratori stranieri, gli incrementi sono stati ultimamente maggiori per i lavoratori extracomunitari. Due terzi dei lavoratori non UE provengono dall’Ucraina, un numero del settore economico che non potrebbe esistere senza questi lavoratori.

LENTA CRESCITA DELLA PRODUTTIVITA’: investire in assets

L’altro problema del mercato lavorativo è una lenta crescita della produttività. La pandemia ha rallentato la già scarsa produttività, che risulta essere in crescita, facendo riferimento al divario tra produttività oraria e produttività per lavoratore. Parte dell’orario di lavoro potrebbe essere perso definitivamente da cambiamenti strutturali sul mercato del lavoro. Il sistema attuale potrà far perdere questa crescita poiché come già indicato vi sono più posti vacanti che disoccupati, e vi è un mancata possibilità di incrementare la produttività dei lavoratori per paura di perdere risorse aziendali. Un modo per aumentare la produttività è quello di investire in ASSETS, questo tipo di strategia non è stata sviluppata durante la pandemia poiché in momenti di incertezza è considerata ad altro rischio. Ma adesso che il PIL sta crescendo, la possibilità di investire in assets è diventata una scelta profittabile che mira ad aumentare la produttività aziendale nel lungo periodo.