Progetto del Mendel Quarter di Brno: un centro scientifico e di ricerca da 2,5 miliardi di corone

Il progetto del Mendel Quarter di Brno, un centro scientifico e di ricerca da 2,5 miliardi di corone, che sorgerà nel capoluogo moravo in zona Kralovo Pole .Vi opereranno alcune migliaia di persone fra ricercatori,dottorandi, stagisti, oltre ad esperti di tutto il mondo di cambiamenti climatici, siccità e sicurezza cibernetica. Vi troverà posto anche il primo gabinetto scientifico delle Nazioni Unite in Repubblica ceca, succursale dell’Università dell’ Onu. A dar notizia dell’ iniziativa è stato Pavel Minarik, della società Mendel Quarter, secondo il quale i lavori inizieranno già nel 2020. Partner del progetto è l’Istituto per la ricerca sul cambiamento globale della Accademia delle Scienze della Repubblica ceca.

Secondo Minarik, non è un caso che il centro di ricerca sia istituito a Brno, poiché in questa città hanno sede varie aziende di rilievo specializzate nelle tecnologie del terzo millennio tra cui la Mendel University, Masaryk University ,la Brno University of Technology (BUT) , il Technology Park e il Centro di ricerca Ceitec.

“Tra i nostri partner figurano  l’Istituto per la ricerca sul cambiamento globale dell’ Accademia delle Scienza della Repubblica Ceca , seguito dal CzechGlove- Global Change Research Institute(GCRI) e dal team internazionale Intersucho.  Tuttavia, per Brno è importante che qui venga istituita una sede dell’Università delle Nazioni Unite, che sarà situata proprio in uno dei padiglioni,  ha descritto Minařík.

Il progetto prevede cinque edifici di nove piani ed uno di sei, con parco e vegetazione annessi. In tutto ciò, l’intera area prevede tecnologia di altissimo livello così da rendere il campus una città intelligente. L’acqua proveniente da strade, tetti e parcheggi verrà catturata da due serbatoi di ritenzione superficiale, poi filtrata e  utilizzata per l’irrigazione degli spazi verdi  all’interno del campus stesso. Il riscaldamento e il raffreddamento degli edifici sara fornito da pompe di calore che a sua volta sarà recuperato. Le facciate degli edifici esposte verso sud saranno coperte da celle fotovoltaiche e ogni edificio gestirà autonomamente la propria energia.

Fonte: Idnes